DUE FASCISTI ALL’ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA! ANZI UNO!

Verona città dell’amore, città di Romeo e Giulietta. Eppure quella Verona immaginata da Shakespeare cade nel banale e nel ridicolo se paragonata a quello che Verona è realmente oggi. Lasciamo stare la Repubblica di Salò troppo là negli anni per coloro che hanno la memoria corta e partiamo dagli anni ’90 quando la città scaligera diviene vero e proprio laboratorio per la destra nazionale: “l’aborto come metodo anticoncezionale … perché tu hai aperto le gambe e non ci hai pensato in quel momento” dichiara Vittorio Bottoli di Alleanza Nazionale; “possiamo riconoscere le coppie gay a patto che si facciano castrare come i capponi” dichiara Romano Bertozzo della Lega; l’agenda culturale della città con tanto di finanziamenti pubblici si amplia con nuove iniziative come la “Mostra della cultura non conforme” ovvero la rassegna dell’editoria di estrema destra; oppure concerti e raduni di band nazirock come i Gesta Bellica di cui fa parte anche un giovane skinhead di nome Andrea Miglioranzi da poco eletto in consiglio comunale sotto l’effige della Fiamma Tricolore. FATTI NON PAROLE! Lo slogan elettorale di Miglioranzi, ma il fascista non si è ancora reso conto che alle maniere di fatto si è già passato da un pezzo a Verona: grazie alla sua tifoseria, per esempio, la famigerata Curva sud dello stadio Bentegodi in grado di esportare violenza e metodi fascisti in tutti gli stadi d’Italia. Oppure con le decine di aggressioni squadristiche verso persone politicamente scorrette o “diverse”. Ma c’è anche la linea soft delle maniere di fatto, quella istituzionalizzata dal neosindaco leghista Tosi: la polizia municipale che sequestra e getta via le coperte dei senzatetto e degli zingari, la chiusura di phone-center e di negozi etnici e a breve ci sarà l’attesa ordinanza del sindaco contro coloro che sono a Verona nulla-facenti (vedi Rom). In municipio intanto si aggira anche Maurizio Ruggiero, integralista cattolico doc, noto in città per l’organizzazione delle messe in latino come quelle di riparazione per i gay-pride e per avere negato l’esistenza dell’Olocausto durante la trasmissione di una TV locale.

E ora la beffa finale: il consiglio comunale veronese nomina come consiglieri presso l’Istituto per la Storia della Resistenza in rappresentanza della minoranza Graziano Perini (PdCI) e come rappresentati di maggioranza Lucia Cametti (An) e Andrea Miglioranzi (Fiamma tricolore). Ebbene si: quell’Andrea Miglioranzi. Quell’Andrea ex-membro del Veneto Fronte Skinhead e ex membro del gruppo rock-nazi Gesta Bellica le cui canzoni inneggiano al capitano Priebke e all’odio razziale: “Tu ebreo maledetto che ti arrichisci sulla pelle degli altri che speculi sulla gente che non ha niente … con i tuoi soldi non fai più paura”. Ed è sempre quell’Andrea che ha dichiarato di sentirsi fiero quando lo definiscono “fascista”.

Ma il premio come miglior dichiarazione per la fresca nomina a consigliere dell’Istituto per la Storia della Resistenza di Verona non spetta ad Andrea ma alla collega di An Lucia Cametti: “l’Istituto è anacronistico e va superato e trasformato in un centro studi in vista di una revisione storica perché non è più accettabile che il 25 aprile si ricordi solo dei partigiani e non dei caduti di Salò”.

C’è da stupirsi? Direi proprio di si visto che l’articolo 3 dello Statuto dell’Istituto della Storia della Resistenza dice:

“L’Istituto si riconosce negli ideali di democrazia, libertà e ANTIFASCISMO che animarono il movimento resistenziale che fu alla base della Repubblica italiana. L’adesione all’Istituto da parte dei soci comporta il riconoscimento e la valorizzazione di tali ideali”

Ciò vuol dire che due esponenti della destra riconoscano esplicitamente il valore della Resistenza!! Eh no! Questo Andrea Miglioranzi non l’aveva proprio calcolato: lui il fascista duro e puro non lo potrà mai accettare. E allora? Ecco pronte le dimissioni: “Per eliminare strumentalizzazioni pretestuose che tendono a sviare l’attenzione dei cittadini e dell’opinione pubblica dal lavoro del Sindaco Tosi e della Giunta”. E bravo Andrea che si merita anche l’elogio del sindaco Tosi: “Ringrazio l’amico consigliere Andrea Miglioranzi che, con le sue dimissioni, confermando le sue doti di grande lealtà e di correttezza, ha dimostrato di avere a cuore il bene della città, sottoposta per l’ennesima volta ad un fuoco di fila da alcuni media nazionali per una questione non così rilevante (la classica tempesta in un bicchiere d’acqua), e ha dato un contributo utile a riportare su un terreno concreto il dibattito politico amministrativo”.

E Lucia Cametti? Lei non si dimetterà, anzi dichiara di essere stata male interpretata dai giornalisti e di non aver mai parlato di Salò.

Buon lavoro Lucia e si legga almeno lo Statuto dell’Istituto di cui è consigliera!