Ricordare un bravo medico per celebrare la Repubblica Sociale Italiana

Nel numero 11 di luglio de "La mia Città", notiziario del Comune di Vigonza alle pagine 18 e 19 è comparso un articolo dal titolo "In memoria di Ruggero Cervato" a firma di Maurizio Benato. L'articolo è la riproposizione di un discorso tenuto dall'autore durante il Consiglio Comunale dell'8 febbraio come appare anche evidente dall'ordine del giorno visibile all'indirizzo http://www.comune.vigonza.pd.it/dett.asp?id_doc=19179.
L'articolo, insieme al notiziario è scaricabile a questo indirizzo http://www.edizionilatorre.it/publ5.htm. Subito da una prima lettura appaiono chiare le intenzioni dell'autore che dedica circa metà articolo a narrare le "gloriose gesta" dei Repubblichini. Per protestare contro questi subdoli tentativi revisionistici prima l'ANPI provinciale di Padova ha scritto al sindaco e al dott. Maurizio Benato la lettera di cui riportiamo il testo


Lettera inviata al Sindaco di Vigonza e, per conoscenza, al Dott. Maurizio Benato.

Ho letto con meraviglia e disappunto in uno degli ultimi numeri del Notiziario Comunale alcuni passi della celebrazione del Dott.Ruggero Cervato tenutasi nel corso di una seduta del Consiglio Comunale di Vigonza,in particolare una ricostruzione storica assolutamente inaccettabile del periodo 1943-1945.
In essa si parla di” invasione della penisola da parte degli AngloAmericani” e di “ ripresa del combattimento a fianco dell’alleato germanico” contraddicendo clamorosamente la verità storica.
Lo sbarco e la successiva avanzata degli AngloAmericani, sostenuti dalla Resistenza dei Partigiani, non furono invasione, ma prepararono la Liberazione d’Italia; l’ alleato germanico, oltre a reprimere e massacrare decine di migliaia di Italiani, ne fece morire 40.000 internati nei campi di concentramento e sterminò-con l’ aiuto dei collaborazionisti fascisti di tutta Europa- Ebrei, Zingari, Omosessuali, Testimoni di Geova nei suoi lager.
La vittoria degli Alleati e dei Partigiani consente oggi a Lei, Signor Sindaco,di essere il rappresentante del popolo sovrano e non il Podestà imposto dall’alto.
Meraviglia e addolora che parole sbagliate e distorcenti la verità siano state impunemente pronunciate nel corso di una seduta di Consiglio Comunale della Repubblica Italiana e che le stesse vengano pubblicate, senza commento alcuno, nel Notiziario Comunale di Vigonza.
Queste mie parole critiche nulla tolgono al giusto riconoscimento del valore professionale e umano del Dott.Ruggero Cervato; altro è- ed è inaccettabile- la rivalutazione di uno stato fantoccio ed oppressivo quale fu la Repubblica Sociale Italiana.

On. Emilio Pegoraro, Presidente Provinciale ANPI di Padova.

in seguito anche l'ANPI di Vigonza è uscita con una posizione chiara e forte che riportiamo

L’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, è principalmente l’ente che aggrega coloro che contribuirono alla Resistenza durante il regime fascista. Essi furono gli italiani che favorirono la liberazione dalla dittatura, un atto di coraggio a rischio della vita, senza la quale il nostro paese non sarebbe potuto diventare una repubblica democratica. I partigiani combatterono per iniziare quel nuovo percorso che portò a scrivere il capolavoro che il mondo ci invidia: la Costituzione. La ricorrenza più importante è il 25 aprile perché rappresenta il risveglio della coscienza nazionale di un popolo, un momento di riscatto morale dopo un ventennio di militarismo e autoritarismo: è l’anniversario della rivolta partigiana contro le truppe di occupazione naziste e i loro fiancheggiatori della R.S.I. . L’ANPI è guardiana della nostra memoria storica e civile, si batte per mantenere vivo il patrimonio di valori che si rifà alla Costituzione, colonna portante della nostra identità nazionale. Nemico dell’ANPI è il revisionismo. Esso vuole modificare la verità storica, svilire il fenomeno della Resistenza e rivalutare il fascismo in favore dei nuovi fascismi. Chi erano i partigiani? Uomini normali che si sono sollevati per ridare dal basso dignità alla loro vita, e da persone comuni sono diventati ribelli, perseguitati, ricercati, nemici politici ed infine combattenti per la libertà del popolo italiano.
L’Associazione nasce anche per ricordare e far ricordare i massacri compiuti dal fascismo, un’ideologia autoritaria che prospettava verso l’esterno una guerra permanente e verso l’interno la repressione fisica del dissenso, delle libertà personali e dei diritti umani. Per ciò che l’ANPI quindi rappresenta e per i suoi obiettivi vogliamo denunciare con tutto il nostro sdegno la comparsa di un articolo sullo scorso notiziario di Vigonza che parla di ”invasione della penisola da parte degli anglo-americani” e di “ ripresa del combattimento a fianco dell’alleato germanico” firmato da Maurizio Benato. Nello stesso articolo un ex-repubblichino viene definito un patriota. Ebbene, definire in questo modo chi ha combattuto contro le democrazie e a fianco di un regime sanguinario verso il suo stesso popolo è inaccettabile. L’R.S.I. era una nazione distinta e nemica dell’Italia, si trattava infatti di un protettorato satellite della morente Germania nazista. Chi ha combattuto per la RSI non è patriota in quanto preferiva schierarsi per un dittatore e a fianco di un ideologia piuttosto che per la libertà del suo popolo. L'eroe è infatti il protagonista di uno straordinario e generoso atto di coraggio, che comporti o possa comportare il consapevole sacrificio di sé stesso, allo scopo di proteggere il bene altrui o comune. Eroi furono i giovani Beppino Smania e Giovanni Vicentini che, nei giorni dell’insurrezione antifascista, misero coscientemente a rischio la vita per la democrazia nascente, impegnandosi in una missione di collegamento fra il CLN di Padova e quello di Treviso: furono abbattuti dai nazisti nei pressi del vecchio tunnel di Busa. Eroi furono i dieci, impiccati e fucilati dai fascisti a Padova nell’Agosto 1944, nel cuore medioevale di Via Santa Lucia e nella Caserma di Chiesanuova, perché partigiani. Tutti gli uomini sono eguali davanti alla morte, ma diverse , talora antitetiche, sono le vite che quelle morti hanno preceduto. Combattere per un dottrina dispotica non ha in sé nessun valore civile, né nulla di altruista, altrimenti finiremmo per definire patrioti afghani coloro che supportano il regime dei talebani o eroi nazionali dittatori come Mugabe o Pinochet. Vogliamo ricordare che mentre i partigiani volevano respingere l’invasore tedesco e debellare il fascismo, i repubblichini di Salò mettevano i loro fucili a disposizione di Hitler. Fatti di questo genere dimostrano che dell’azione dell’Anpi c’è ancora bisogno perché la Resistenza non sia solo memoria del passato ma esercizio del presente, motivo per il quale essa si è aperta alle giovani generazioni. L’associazione crede nell’estrema attualità della difesa della Costituzione e vuole promuove oggi quei valori che non possono essere negoziati perché appunto sacri ed eterni. Chi ha a cuore il bene della democrazia, scopre necessariamente di dover ancora una volta essere “resistente”. Nel senso di battersi con l’arma della parola e della memoria, con tanta voglia di futuro, oltre il buio di questi giorni, e perché il sangue delle vittime di quel periodo non sia stato vano.
"Dietro il milite delle Brigate nere più onesto, più in buonafede, più idealista, c’erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l’Olocausto; dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c’era la lotta per una società pacifica e democratica, ragionevolmente giusta,  se non proprio giusta in senso assoluto, ché di queste non ce ne sono". - Italo Calvino -

Fabio Pagini Rizzato - ANPI Vigonza